Osteoporosi: come può aiutare l’alimentazione

Osteoporosi: come può aiutare l’alimentazione

L’osteoporosi è una patologia che ha un’incidenza importante nella popolazione anziana. A partire dai cinquant’anni infatti, come conseguenza dei normali processi di invecchiamento dell’organismo, la densità ossea si riduce, o come preferisce dire qualcuno si riduce la massa ossea, e questo comporta una maggiore fragilità delle ossa, soprattutto quelle lunghe come il femore, e maggiori probabilità di riportare fratture. Sono tanti i fattori di rischio, dalla familiarità all’assunzione massiva di cortisone passando per le patologie reumatiche o i disturbi dell’assorbimento, che possono portare a sviluppare osteoporosi. Tra tutti, però, l’alimentazione è quello su cui paziente e medico curante possono intervenire di più – e meglio – per prevenire prima e affrontare poi la malattia e i suoi sintomi.

Gli alimenti amici delle ossa e perché è importante assumerli

Alcuni alimenti sono considerati dagli esperti di nutrizione particolarmente amici delle ossa perché contengono minerali come il calcio che dà consistenza alla struttura ossea, altri sali minerali che contribuiscono a riparare i danni causati dal tempo, vitamine come la vitamina D che migliora l’assorbimento del calcio e la vitamina K che – per semplificare – lo indirizza specificamente verso le ossa. Questi alimenti non dovrebbero mai mancare in una dieta equilibrata: fino a vent’anni, infatti, le ossa hanno bisogno di svilupparsi e raggiungere il cosiddetto “picco di massa ossea” e per il resto della vita vanno adeguatamente protette.

In una dieta contro l’osteoporosi è ancora più importante introdurre alimenti che siano ricchi di nutrienti utili alla salute delle ossa. Quello di cui spesso ci si dimentica è che gli stessi nutrienti, in particolare i minerali come il calcio, sono presenti nelle acque minerali ricche di calcio e che anche bere almeno 2 litri di acqua al giorno fa parte, dunque, di quelle buone abitudini che possono rallentare la perdita di densità ossea. Grazie al suo alto contenuto di calcio (300 mg per ogni litro, quando la dose giornaliera consigliata dopo i 50 anni è di circa 1000/1200 mg), Acqua Lete è un’acqua per osteoporosi particolarmente indicata.

Com’è fatta una dieta contro l’osteoporosi bilanciata

Quantità e schemi giornalieri da seguire nell’ambito di una corretta alimentazione per l’osteoporosi dovrebbero essere suggeriti da personale medico, anche considerato che le esigenze possono variare considerevolmente di persona in persona.

Tra le indicazioni sempre valide per una dieta per l’osteoporosi c’è, però, aumentare l’assunzione di cibi e bevande ricchi di calcio tra questi ci sono

  • il latte e i suoi derivati (yogurt, formaggi, latticini) che restano comunque da assumere in quantità limitate perché possono far aumentare i livelli di colesterolo nel sangue;
  • Acque minerali ricche di calcio e prive di calorie e iposodiche;
  • legumi come lenticchie, fagioli, ceci
  • e in particolare la soia, anche eventualmente in forma di tofu;
  • le verdure a foglia verde, specie gli spinaci;
  • le crucifere come i broccoli.

Molti degli alimenti appena elencati contengono, oltre al calcio, anche vitamine e sali minerali importanti per le ossa. Per assicurarsi di assumere la quantità di vitamina D necessaria, c’è chi consiglia di inserire nella propria alimentazione pesce grasso come soprattutto salmone e sgombro. L’assimilazione della vitamina D per via alimentare può rivelarsi, però, non ottimale: per questo il consiglio è di esporsi regolarmente al sole per minimo mezz’ora al giorno, considerato che l’organismo umano è in grado di sintetizzare da solo vitamina D. Qualora non dovesse bastare, il medico può ricorrere all’utilizzo di integratori o cibi addizionali.

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